L’orto comunale è diventato uno spazio di socializzazione e di condivisione in cui sono previste pratiche legate alla coltura della terra

domenica 3 aprile 2016

Inizio dei lavori dopo i mesi invernali

Approfitto per iniziare i lavori nel mio orto, rimasto abbandonato a se stesso per i mesi invernali.
La situazione è tremendamente fuori controllo. Erba ovunque, erbacce lunghe con radici altrettanto lunghe e difficili da estirpare. Devo munirmi di pala per sollevare la zolla e poi cerco di togliere la terra aggrappata alle radici. 
È un lavoro faticoso ma rilassante. Sposto la terra con gli attrezzi o con le mani – protette da guanti perché la terra che si infila sotto le unghie è sempre difficile da togliere.















Inizio dei lavori

Approfitto della bella giornata, soleggiata e con temperatura mite, per iniziare i lavori nel mio orto









Nell'attesa di poter compiere le prime semine

















sabato 2 aprile 2016

Obiettivo didattico

Obiettivi dell’orto urbano è anche quello di riavvicinare le persone alla terra, ai suoi cicli e tempi. 

All’interno dell’orto possono essere organizzate una serie di attività che avranno l’obiettivo di promuovere un nuovo stile di vita e un approccio diverso al mondo, a partire dalle generazioni più giovani.

venerdì 1 aprile 2016

Orto urbano: eco il perchè

Orto cittadino è un piccoli appezzamento di terra che il Comune ha destinato a singoli cittadini o a piccoli gruppi, per coltivarli e far crescere la verdura.
Apprezzati da tutte le fasce d’età rappresenta un’ottima occasione per recuperare aree abbandonate e degradate, rendendole ordinate e produttive e costituisce un momento di aggregazione e partecipazione alla vita sociale. Orto permette di auto prodursi verdura, con vantaggi per la tavola e il portafoglio ma anche di attivare scambi di saperi, una base eccellente per costruire valori comunitari.
Curando il proprio terreno si scambiano consigli e opinioni che ha una  funzione sociale e non da ultimo anche la valenza didattica.


Coltivando orto si risparmia e si ottengono prodotti a "chilometro-centimetro zero", offrendo una qualità’ garantita.

Programma Storie RSI: iniziano le riprese per un nuovo documentairo

Sabato 9 aprile 2016


Una troupe della RSI verrà agli orti a girare un documentario per il programma Storie.
Ci saranno diversi incontri fino a settembre e poi il montaggio delle riprese e la messa in onda a fine settembre.


Seguirà un rinfresco.

Orti condivisi – Chiasso; il documentario sugli orti collettivi di Chiasso del 2013

Una breve introduzione sugli orti urbani
La città occidentale offre infiniti scorci urbani, la maggior parte dei quali costituiscono esempi negativi dal punto di vista di chi ricerca il recupero della forma accettabile del rapporto tra uomo e natura che in queste realtà moderne si è oramai dissolto.
Tuttavia, fra i grandi svincoli autostradali, i centri commerciali e gli uffici si possono trovare scorci di vita che, pur nella loro apparente semplicità, costituiscono uno spiraglio di sopravvivenza non solo dal punto di vista ambientale, ma anche da quello sociale e – perché no? – anche economico.

Stiamo parlando degli orti urbani. 
L’orto può costituire un’alternativa su piccola scala alla grande agricoltura, basata su intensi ritmi di coltivazione, sull’ampio utilizzo di pesticidi, fitofarmaci. Le conseguenze negative di queste pratiche sono numerose e note. Completamente diversa la sensibilità con cui il coltivatore dell’orto svolge il suo lavoro: anzitutto la cura dell’orto avviene attraverso metodi tradizionali, frutto dell’antica sapienza contadina, rispondenti a un’esigenza di semplice sostentamento e autoproduzione.
Ma i vantaggi non si situano solo a livello ambientale; gli orti urbani costituiscono un fondamentale polmone verde per le città e contribuiscono spesso al recupero di aree marginali e abbandonate della città. La realtà ortiva assume una grande importanza anche dal punto di vista sociale. La coltivazione ortiva è piuttosto ispirata dalla vecchia saggezza contadina dei nostri padri e dei nostri nonni, frutto di una vita vissuta a contatto, in simbiosi e in osmosi con la natura. Un ulteriore valore degli orti urbani è quindi quello di costituire un punto di incontro per la comunità.

Gli orti condivisi di Chiasso A Chiasso a partire dal 20103 sono stati creati, in un terreno residuale messo a disposizione dalle FFS, una settantina di parcelle orticole (4) date in gestione alla popolazione seguendo dei criteri “sociali” (basso reddito, famiglie, anziani, ecc). Il progetto, finanziato dal Comune di Chiasso è stato portato avanti da Radix (associazione che a livello federale si occupa di prevenzione e promozione della salute) e finanziato da diversi enti cantonali e federali.
È stata creata un associazione in cui membri sono gli orticoltori stessi e a cui il municipio ha delegato la gestione degli orti, i membri sono vincolati ad un regolamento. L’associazione, oltre che a vegliare il buon funzionamento della vita agli orti si occupa di organizzare momenti di socialità (festicciole, cene agli orti), cultura (spettacoli teatrali tematici, serate a tema) e socializzazione di saperi (corsi e workshop).

Clicca qui per visionare il video 

 Olmo Cerri


Articolo trovato sul "Ticinonline" del 07/09/2011: Un documentario sugli orti di Chiasso

A quasi un anno dall’inaugurazione (ndr. domenica 3 ottobre 2010), il progetto Orti Condivisi lanciato dal Dicastero ambiente del Comune di Chiasso, in collaborazione con Radix Svizzera italiana, con il sostegno di Promozione Salute Svizzera, su un progetto architettonico dell’Officina del Paesaggio, ha superato ogni aspettativa. Il successo è tale che le 38 parcelle di 30 mq, inizialmente previste sul terreno messo a disposizione gratuitamente dalle Ferrovie Federali Svizzere, sono state suddivise in 58 appezzamenti e 1 “orto accessibile” per persone disabili in modo da poter soddisfare le numerose richieste.
Per documentare questa esperienza unica nel suo genere alle nostre latitudini, il regista Olmo Cerri ha realizzato un documentario intitolato “Orti Condivisi di Chiasso” (2011, durata 30 minuti) in cui vengono ripercorse le diverse tappe legate alla realizzazione di questa iniziativa: la presentazione del progetto alla popolazione, i lavori di esecuzione dell’opera da parte degli operai comunali e dei richiedenti d’asilo del Centro di Registrazione nonché le interviste agli ortolani chiassesi e le immagini dei loro rigogliosi appezzamenti. A tutti i partecipanti alla proiezione sarà offerta una copia omaggio del documentario di Olmo Cerri.
Per rivivere insieme questa esperienza il Comune di Chiasso, in collaborazione con Radix Svizzera italiana, l’Officina del Paesaggio e l’Associazione Orti comunali del Penz, organizza Giovedì 15 settembre 2011 la proiezione del documentario di Olmo Cerri “Orti condivisi di Chiasso”. Il documentario, presentato lo scorso 6 luglio in occasione del Film Festival Centovalli, sarà introdotto dal giardiniere e paesaggista Jean-Laurent Felizia che parlerà di come ognuno di noi, lavorando da giardiniere, può prendersi cura del paesaggio e del mondo che ci circonda.
Il progetto degli Orti condivisi di Chiasso, ampiamente condiviso dal Municipio, dal Consiglio comunale e da un numero sempre crescente di cittadini chiassesi, non rappresenta unicamente una superficie da coltivare, ma un giardino dove trascorrere delle ore liete, un luogo d’incontro in favore di una migliore qualità di vita, nonché un illustre esempio di riqualificazione di uno spazio da tempo negletto.
Prendersi cura dell’orto, significa prendersi cura della propria salute, ma non solo… Prendersi cura dell’orto significa anche prendersi cura del mondo in cui viviamo. Il progetto architettonico, concepito dall’Officina del paesaggio, evoca la storia e le attività economiche chiassesi, in particolare il trasporto e la spedizione. Questa originale struttura è stata creata assemblando delle “palette” – quelle abitualmente impiegate per il trasporto delle merci – con le quali sono stati realizzati dei muri a secco riempiti con del ghiaione. Oltre alla valenza simbolica, i muri a secco di palette, rispondono in modo funzionale a diverse esigenze: permettono, per esempio, di contenere il terriccio di coltivo, di delimitare chiaramente gli appezzamenti, di definire una solida struttura di recinzione ma possono anche diventare delle comode sedute per soste o chiacchierate. Gli orti hanno così creato una nuova centralità, vale a dire un luogo dove la gente vive, condivide. In sostanza questi orti sono una possibilità, in forma sperimentale, di quello che potrebbe essere oggi un nuovo spazio pubblico.
Oltre ai numerosi riscontri positivi da parte della popolazione, l’originalità di questo progetto, la sua valenza sociale e l’impatto a livello ambientale, hanno ricevuto importanti riconoscimenti sia a livello nazionale che internazionale guadagnandosi diversi spazi in diverse riviste di settore.
Attualmente (agosto 2011), sono 57 le persone domiciliate e 2 le istituzioni che partecipano a questa iniziativa: il laboratorio “L’idea” della Fondazione Diamante e il Centro di registrazione per richiedenti d’asilo. Tra i partecipanti non ci sono solo anziani, ma anche giovani e famiglie con bambini di diverse nazionalità e origine sociale diversificata che svolgono un’attività condivisa all’interno di una struttura condivisa offrendo inattese occasioni d’incontro intergenerazionale e interculturale.




God Save The Green: il film documentario italiano dedicato a orti sociali e guerrilla gardening

Il film documentario di Alessandro Rossi e Michele Mellara dedicato alla riconquista degli spazi verdi da parte dei cittadini italiani e del mondo, grazie al loro impegno nel dare vita a giardini comunitari, orti sociali, attività di guerilla gardening, spazi green di sussistenza e resistenza urbana.

l documentario, che porta il titolo di "God Save The Green", è ambientato non soltanto in Italia, ma anche in Brasile, Germania, Stati Uniti, Marocco e Kenya. "God Save The Green" è nato con la finalità di raccontare le esperienze di gruppi di persone che dedicandosi con passione alla riscoperta del verde urbano hanno contribuito a regalare un nuovo senso alla parola "comunità" e a modificare positivamente il tessuto sociale, stringendo nuovi legami volti al raggiungimento di un obiettivo comune: la nascita di nuovi spazi verdi in città.

"God Save The Green" racconta un fenomeno che negli ultimi anni ha preso sempre più piede in tutto il mondo, nato dall'avvertita necessità di un riavvicinamento alla natura, di una maggiore cura degli spazi cittadini e dell'avere a disposizione prodotti agricoli coltivati da sé, sani e genuini, grazie alla creazione di un fazzoletto di terra fertile di cui prendersi cura da soli o con l'aiuto di un gruppo di persone solidali.

E' così che molti di noi hanno dato inizio alla coltivazione del proprio orto sul balcone, hanno creato uno spazio adatto nel prorio giardino, o ancora hanno deciso di dare vita ad un orto sociale, a un giardino condiviso o alla risistemazione di parchi cittadini ed aiuole grazie al guerrilla gardening.

Le azioni verdi sono fortunatamente contagiose e la speranza è che, anche da partire dalla proiezione in tutta Italia del documentario "God Save The Green", esse vengano poste sempre più al centro di iniziative non soltanto personali, ma anche nate a livello comunale o aziendale, al fine di creare nuovi spazi verdi e nuovi orti in città.



Le storie raccontate in "God Save The Green" hanno visto come proprio sfondo le periferie di medie e grandi città del Nord e del Sud del mondo: Torino, Bologna, Nairobi, Casablanca, Teresina, Berlino. Tra le finalità del film non vi è semplicemente la volontà di raccontare la necessità di recupero del verde urbano, ma anche il desiderio di mostrare la bellezza della natura che rifiorisce negli spazi che le erano stati sottratti in precedenza, grazie agli interventi effettuati da parte dei cittadini, spinti dal desiderio di rendere migliori le città in cui vivono.